Cersaie 2011: “posa” la prima piastrella alla scuola edile di Bologna
Nella cornice dell’istituto istruzione professionale lavoratori edili di Bologna, sede di uno dei corsi di formazione per posatori, Cersaie presenta il calendario delle iniziative della 29.a edizione.
 
La posa delle piastrelle di ceramica rappresenta un passaggio fondamentale nella realizzazione di superfici in grado di esprimere al massimo le proprie potenzialità. Direttamente collegata a questa attività è la preparazione da parte dei posatori, che soprattutto nel caso delle giovani leve, richiede una adeguata preparazione. In questo senso Confindustria Ceramica, assieme a Formedil, ha organizzato un programma di formazione destinato ad oltre 1.000 operatori professionali della posa, il cui avvio coincide con l’anno di formazione 2011-2012. Proprio per sottolineare l’importanza di questa iniziativa, la conferenza stampa di presentazione di Cersaie è avvenuta oggi, venerdì 9 settembre alle ore 11.15, presso l’ IIPLE, Istituto Istruzione Professionale Lavoratori Edili.
 
Alla conferenza stampa, moderata dal Direttore Generale Confindustria Ceramica, Armando Cafiero, hanno preso parte il Consigliere CdA Formedil e Presidente IIPLE Antonio Mazza, il Presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli, il Presidente di Assobagno Gianluca Marvelli, il Presidente di Confindustria Ceramica Franco Manfredini e l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna Gian Carlo Muzzarelli.
 
Confindustria Ceramica e Formedil, Ente nazionale di formazione nell’edilizia, hanno sottoscritto, il 31 maggio 2011, un Protocollo d’intesa per la realizzazione, nel prossimo biennio, di 60 corsi di formazione teorico-pratici per i posatori: dipendenti di aziende di posa, artigiani, piccoli e nuovi imprenditori. Con questa iniziativa le parti, valorizzando una precedente, positiva collaborazione, vogliono fornire una risposta concreta alla domanda di qualità della posa proveniente dal mercato, in considerazione dei miglioramenti tecnologici, estetici e prestazionali dei prodotti ceramici in questi ultimi anni. Il piano formativo si compone di una trentina di corsi di formazione teorico-pratici per posatori nel 2012 e altrettanti nel 2013, coinvolgendo le Scuole Edili sull’intero territorio nazionale, allo scopo di qualificare professionalmente un migliaio di posatori in due anni, in grado di poter entrare nel mercato e sviluppare la loro professionalità nel segno della qualità.
Per raggiungere questo obiettivo, i produttori di piastrelle investiranno impegno e risorse per un’azione formativa di lungo periodo a favore della posa, il cui avvio è fissato nei giorni 1-2 dicembre 2011, presso la Scuola Edile di Bologna, che ospiterà il primo corso di formazione pilota per formatori, riservato cioè agli esperti, docenti, formatori provenienti dalle varie Scuole Edili.
 
A parlare del valore di Cersaie 2011 qui sono i numeri: su uno spazio espositivo di 176mila metri quadrati complessivi, il Fiera District vede la presenza, nei cinque giorni della manifestazione, di oltre mille imprese provenienti da tutto il mondo, di cui oltre 250 – una su quattro – con sede oltreconfine. Ancora più numerosi, percentualmente, i visitatori stranieri attesi la maggior parte dei quali transiterà appunto per le sale del Marconi prima di raggiungere Cersaie.
 
 
Un Salone che anche quest’anno propone un programma di altissimo profilo, a partire dal convegno inaugurale “Vivere l’evoluzione del mercato”, in programma per martedì 20 settembre 2010 alle 11, nella Sala Europa del Palazzo dei Congressi, che vedrà i contributi di Jacques Attali, poliedrica figura di spicco dell’economia, della cultura e della finanza non solo francese, della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, vicepresidente della Commissione Europea con delega a Imprenditoria e Industria Antonio Tajani e del presidente di Confindustria Ceramica Franco Manfredini. Il convegno è  moderato dal direttore de Il Sole 24 Ore Roberto Napoletano.
 
Tante le novità, che vanno dalla scelta di dotarsi di un ambizioso programma di contenimento dell’impronta ambientale – non solo la ceramica “ecologica” ma la stessa riduzione del consumo di carta, energia, risorse da parte della fiera – alla necessità di rispondere, anche qui per tramite dei protagonisti, alle diverse tematiche che quest’anno sono salite agli onori della cronaca. Come il terribile terremoto in Giappone, una tragedia di immense proporzioni che costituisce anche un’opportunità di riscoperta della millenaria tradizione architettonica di quel Paese, con gli architetti Kengo Kuma e Kazujo Sejima. Ma anche Cameron Sinclair, “l’uomo in grado di cambiare il mondo” – chiamato a Cersaie proprio per illustrare il proprio percorso professionale da sempre incentrato sull’architettura come strumento per rispondere in modo efficace a calamità e crisi umanitarie – e al convegno “Nuove Architetture”, che vedrà prendere la parola in fiera alcuni tra i massimi protagonisti internazionali dell’architettura “sostenibile”.
 
Passando per i “progetti newyorkesi” del Renzo Piano Building Workshop, la manifestazione prosegue idealmente in tutta una serie di eventi che coinvolgono la scienza del design: da un lato, strumento al servizio dell’architettura d’avanguardia, dall’altro, design come “vision” che governa la progettazione di oggetti d’arredamento, piccoli manufatti di uso quotidiano. Così, quando la scienza del design diventa un tutt’uno con la socialità, il comfort, la voglia di stare insieme, entra in scena Patricia Urquiola, celebre designer spagnola, erede della “scuola milanese” e protagonista assoluta di quella nuova corrente del design che si intreccia con la socialità, la convivialità. E, dopo Enzo Mari, a partecipare alla oramai tradizionale “lezione alla rovescia” sarà Alessandro Mendini, fondatore dell’omonimo Atelier dove oggetti, mobili, ambienti, pitture, installazioni e architetture si incontrano fino a formare un tutt’uno inscindibile.

Cersaie 2011: “Vivere l’evoluzione del mercato”
Jacques Attali protagonista del convegno inaugurale di Cersaie. Al suo fianco, in un incontro moderato dal direttore de Il Sole 24 Ore Roberto Napoletano, il presidente di Confindustria Ceramica Franco Manfredini, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani

È Jacques Attali, poliedrica figura di spicco dell’economia, della cultura e della finanza non solo francese, il protagonista del convegno di apertura del 29° Salone internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredobagno. Con lui dialogheranno attorno al tema più che mai attuale “Vivere l’evoluzione del mercato” il presidente di Confindustria Ceramica Franco Manfredini, Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea con delega a Imprenditoria e Industria e la numero uno degli industriali italiani Emma Marcegaglia.
 
Il convegno, moderato dal direttore de Il Sole 24 Ore Roberto Napoletano, è in agenda presso il Palacongressi di BolognaFiere il 20 settembre, giornata di apertura di Cersaie, a partire dalle ore 11.00. Al centro degli interventi dei relatori l’evoluzione della situazione economico-finanziaria nel nostro Paese ma non solo: un quadro determinato da un livello crescente di imprevedibilità che, dopo un biennio di durissima recessione, rende ora disomogenea e molto più debole del previsto la ripresa e rischia di innescare, secondo i timori di tanti, una nuova ondata recessiva.
 
Analizzare le macro dinamiche dell’economia mondiale è dunque fondamentale, innanzitutto per offrire alle imprese l’occasione per comprendere più profondamente le dinamiche in atto, al fine di riuscire ad elaborare le strategie più efficaci per farvi fronte. Ma non solo: si tratta anche di dotarsi degli strumenti per sollecitare la politica a far fronte alle proprie responsabilità, per garantire l’equilibrio dei conti pubblici ma anche il necessario supporto alla crescita, per aprire una nuova stagione di sviluppo.
 
Tutto ciò sarà possibile grazie anche all’autorevolezza degli interlocutori che animeranno il confronto. Accanto ai vertici nazionali degli industriali e degli imprenditori del settore, troveremo infatti un politico italiano, Antonio Tajani, che ricopre una delle cariche di maggior prestigio a livello comunitario e Jacques Attali, unanimemente considerato uno dei più grandi esperti mondiali di economia e relazioni internazionali, già consigliere politico di François Mitterand durante il suo primo mandato presidenziale (1981-1990) e oggi scelto dal presidente Nicholas Sarkozy quale presidente della Commission pour la libération de la croissance française.
 

Cersaie 2011: Arte e design in mostra a Cersaie
Cersaie sinonimo di ceramica italiana. Cersaie sinonimo di cultura, di valorizzazione dei giovani talenti, di luogo dove prendono forma alcune mostre prestigiose che rappresentano la migliore sintesi tra arte, architettura e design. Esposizioni che saranno di nuovo protagoniste, dal 20 al 24 settembre prossimi, al salone internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredobagno.
Ci sarà “Ceramics of Italy. Metamorfosi” che riproporrà, nell’area aperta 48, la mostra già presentata in aprile alla Triennale di Milano, in occasione del Salone del Mobile. Otto installazioni realizzate, con materiali ceramici, da nomi noti del design italiano, daranno vita a un vero e proprio percorso in grado di ricreare le ambientazioni di diversi territori.
 
A partire dallo Studio Tamassociati che, per Casalgrande Padana, presenterà l’installazione “2x2x2 sulle strade del sud”, rappresentante l’Africa. Studio Giulio Iacchetti, invece, porterà i visitatori ad Atlantide con “La fontana di Atlantide”, ideata per Ceramica Globo. “Sabbia e vento” è il nome dell’installazione messa a punto da Salvo Schiavo per Ceramiche Coem, con l’obiettivo di rappresentare gli Emirati Arabi Uniti, mentre “Vulcano” di Federico Dalmazzo, per la Cooperativa Ceramica di Imola, vuole essere un esplicito richiamo all’Italia. “TileGate”, l’installazione di Vittorio Minervini e Giacomo Sanna per Ergon Engineered Stone (brand di Emilceramica), è un tributo agli Stati Uniti, mentre nella realizzazione “Arts e Metiers” di Roberta Bonaiti per Etruria Design è chiaro il richiamo a Parigi. A chiudere la rassegna di opere d’arte ceramiche saranno Diego Grandi che, con “Padam”, pensato per Mapei, vuole dare la sua personale rappresentazione della Persia, e lo Studio Terri Pecora, al lavoro per Simas, che volerà in India con “Indian Mood”.
 
Quando si parla di ceramica però, prima ancora che all’arte, si pensa a rivestimenti e complementi d’arredo; per questo la mostra di immagine “S’i’ fosse foco”, a cura di Antonio Lupi, proporrà svariate ambientazioni di caminetti ricoperti da piastrelle.
Antonio Lupi ha progettato un’iniziativa che si svilupperà in uno spazio di circa 350 mq – nel Padiglione 35 – e coinvolgerà alcune aziende ceramiche nei progetti di rivestimento degli ambienti che ospiteranno i caminetti di design.
 
Dagli spazi fieristici, sfondo delle prime due mostre, si passa al centro storico di Bologna, che sarà l’ambiente ideale, anche quest’anno, per ospitare la seconda edizione del progetto Cersaie Downtown, promosso da Confindustria Ceramica con l’ambizione di portare la ceramica italiana direttamente negli spazi urbani, per fare uscire l’evento Cersaie dai confini di “fiera di settore” e permettere a tutti di cogliere dal vivo gli aspetti più innovativi e inediti della ceramica italiana, inserita in oggetti di architettura e design che raccontano stili di vita, modalità articolate e inedite di vivere gli spazi pubblici e privati, coniugando la vocazione all’internazionalità con l’esigenza di recuperare e valorizzare le specificità culturali.
Per rappresentare i due principali settori espositivi di Cersaie – piastrelle e arredobagno – le aziende aderenti all’iniziativa potranno scegliere, a seconda delle proprie necessità, tra installazioni rivestite di piastrelle ceramiche e cubi in materiale trasparente con all’interno elementi di arredobagno, che saranno posizionati per le strade del centro città prima ancora dell’inizio dell’evento fieristico. A contribuire alla “mostra a cielo aperto” Cersaie Downtown saranno quest’anno Arblu, Ceramiche Refin, Cerdomus, Domino, Gamma Due, Hatria, Marazzi, Petracer’s Ceramics, Simas. Un’occasione per valorizzare i propri prodotti puntando sul fascino dell’“arredowellness” e sulla forza interpretativa delle piastrelle di ceramica.

Cersaie 2011: Vota il Manifesto di Cersaie 2012
Da questa seconda edizione del concorso Beautiful Ideas è possibile partecipare alla selezione dell’immagine che rappresenterà il manifesto di Cersaie 2012.
 
Tra gli oltre 200 progetti realizzati dagli studenti di primari Istituti di Design e Facoltà di Architettura di tutta Italia, la giuria - composta da Michele De Lucchi, Beppe Finessi, Franco Origoni e Lia Piano -, ha selezionato una short-list di 18 bozzetti sui quali la giuria popolare potrà esprimere un voto.
La selezione è visibile all’indirizzo http://www.cersaie.it/it/k_beautiful_ideas_vote.php.
 
Giornalisti, architetti, interior designer, imprese di costruzioni, studenti e visitatori di Cersaie possono esprimere una preferenza votando con un click; la chiusura del concorso avverrà il 15 settembre prossimo.
 
L’ufficializzazione del bozzetto vincitore, destinato ad essere il manifesto dell’edizione 2012 di Cersaie, sarà comunicato giovedì 22 settembre alle ore 12.00 a Cersaie presso la Galleria dell’Architettura (ammezzato pad. 25), durante il convegno e la premiazione del concorso Beautiful Ideas alla presenza della giuria.
In tale occasione verrà presentato il nuovo bando per il concorso di idee 2013.

Cersaie 2011: Quando la sostenibilità in architettura diventa strumento per rispondere alle esigenze dei Paesi emergenti.
Quando la sostenibilità in architettura diventa strumento per rispondere alle esigenze dei Paesi emergenti.
A Cersaie va in scena “Nuove architetture”, un incontro tra i protagonisti internazionali dell’architettura “socialmente impegnata”, dove la scienza dell’abitare si fonde con il diritto alla scuola, alla salute, al lavoro
 
Lo sviluppo è un diritto. Quello sostenibile, una necessità: ambientale, certo, ma soprattutto sociale e culturale, specialmente in quei Paesi dove a una crescente “domanda di sviluppo” non sempre si accompagna la valorizzazione delle traduzioni, l’uso sostenibile delle risorse, né si propongono soluzioni abitative adeguate alle differenti peculiarità culturali, sociali, anche climatiche. Prende le mosse da questi obiettivi il convegno “Nuove architetture”, che vede a Cersaie 2011 l’incontro tra i protagonisti dell’architettura dei “Paesi emergenti”, moderati da Fulvio Irace, ordinario di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano ed esperto di questioni storiografiche dell’architettura italiana e internazionale.
Ad essere di scena alla Galleria dell’Architettura, martedì 20 settembre alle 14, saranno proprio le soluzioni adottate in architettura perseguendo il fine della sostenibilità. Come quelle di Bjoy Jain, architetto indiano titolare dello Studio Mumbai, tornato in patria dopo anni di formazione e lavoro nello scenario europeo e statunitense, e profondamente colpito da come l’architettura indiana sia stata ridotta a semplice “copia” di quella occidentale. Da qui la decisione di fondare un proprio studio, dove artigiani, falegnami, scalpellini non sono solo “esecutori”, ma consulenti. Dove le risorse locali, anche a livello di materiali, diventano veicolo dell’architettura sostenibile e al tempo stesso un modo di valorizzare la tradizione, in un connubio di alto livello tra cultura occidentale e autoctona. Autore di progetti come il Palmyra House a Mumbai, Jain è stato insignito del Global Award for Sustainable Architecture, nel 2009, e ha partecipato alla scorsa edizione della Biennale di Architettura di Venezia con la personale “WorkPlace”.
Un altro racconto è quello di Diébédo Francis Kéré, originario del Burkina Faso e anch’esso portatore di una visione sostenibile dell’architettura che porta con sé implicazioni sociali e culturali rivoluzionarie. “Help to self-help”, questo il motto di Kéré, che già durante gli studi in Germania si era fatto portatore di progetti per aiutare il popolo del proprio Paese d’origine a dare una risposta soddisfacente alle esigenze abitative e di sviluppo urbano, da un lato, di scolarizzazione, assistenza sanitaria, occupabilità delle donne, dall’altro. Kéré ha oggi all’attivo progetti in tutto il mondo ed è stato premiato con l’Aga Khan per l’Architettura per la scuola realizzata nel proprio villaggio natale, Gando.
Da “global” a “glocal”, dunque, terreno d’azione di Emilio Caravatti, architetto nativo di Monza che ha fatto a sua volta dell’impegno sociale il carattere distintivo del proprio percorso. Forte di importanti realizzazioni in Italia e all’estero, Caravatti fonda nel 2006 Africabougou, onlus nata per portare in Africa occidentale quelle infrastrutture pubbliche (specialmente scuole e ospedali) che rappresentano la condizione essenziale per dare un futuro alle popolazioni di quelle zone. Docente al Politecnico di Milano, l’architetto brianzolo è stato insignito del Brick Award 2010, a Vienna, della Medaglia d’oro dell’architettura italiana 2009, della menzione speciale al Premio Arches 2006, proprio per gli importanti progetti realizzati sul suolo africano.
Quarto protagonista di Nuove Architetture è Riccardo Vannucci, architetto romano il cui percorso professionale si dipana tra design, ingegneria e management. Titolare dal 2006 di Fare Studio, ha lavorato in Italia, Medio Oriente e Africa, a cominciare proprio dal Burkina Faso – con la progettazione del Centro per la salute femminile e la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili – per opere che sono valse a Vannucci numerosi riconoscimenti, inclusa la selezione tra i 19 finalisti dell’Aga Khan Award 2010.
Non poteva infine mancare un rappresentante illustre dell’architettura sudamericana, un continente dove cultura autoctona e occidentale si confrontano, si misurano e si fondono da secoli. È il cileno Germàn Del Sol, che presenterà a Cersaie la propria esperienza professionale che spazia da realizzazioni moderne e avveniristiche – terme e grandi alberghi – a oggetti di arredamento e design quali mobili e oggettistica. Anche qui, con un’attenzione particolare alla valorizzazione delle culture e tradizioni locali, come dimostra, tra gli altri, il progetto “Explora”, ideato dall’architetto cileno proprio per promuovere il turismo sostenibile e, insieme, la valorizzazione delle molteplici e diversificate peculiarità culturali del Sudamerica.
 

Cersaie 2011: Cameron Sinclair, l’uomo in grado di ‘salvare’ il mondo
Nel 2004 è stato inserito dalla rivista Fortune tra gli Aspen Seven, le sette persone in grado di cambiare in meglio il mondo. Viene nominato nel 2005 RISD/Target Emerging Designer of the Year e, nel 2006, ha ricevuto il TED Prize. Nel 2008 è stato selezionato dal World Economic Forum come Young Global Leader. È l’architetto Cameron Sinclair, che il 23 settembre 2011 alle ore 14.00, presso la Galleria dell’Architettura di Cersaie, terrà la conferenza “Architecture for Humanity”. L’appuntamento, introdotto e moderato da Franco la Cecla, vuole presentare e approfondire le soluzioni possibili in architettura per dare riparo alle persone dopo grandi catastrofi – terremoti, alluvioni o grandi migrazioni – e per avviare la ricostruzione.
 
Cameron Sinclair è un punto di riferimento internazionale in questo ambito: nel 1999 è stato, infatti, co-fondatore di Architecture for Humanity, un’organizzazione umanitaria nata per sviluppare soluzioni architettoniche e di design per crisi umanitarie e per offrire, senza scopo di lucro, servizi di progettazione a comunità bisognose. L'organizzazione è cresciuta fino a includere 40mila professionisti e 72 sezioni in 14 Paesi. Tra i progetti seguiti: la ricostruzione dopo il terremoto del 2010 ad Haiti e in Cile, l’uragano Katrina e lo Tsunami in Asia meridionale, nel 2004.
 
Cameron Sinclair è nato nel 1973 a Londra. Negli anni ‘90 studia architettura presso l'Università di Westminster e la Bartlett School of Architecture, University College a Londra. Già da allora s’interessa alla progettazione sociale, culturale e umanitaria e incentra la propria tesi di laurea sulla fornitura di riparo ai senzatetto di New York attraverso interventi sostenibili tramite alloggi di transizione. Questa tesi è servita come base per l’avvio di Architecture for Humanity.
 
Nel 1997, dopo la laurea, Sinclair si trasferisce a New York, dove ha lavorato come designer per Steve Blatz Architetti, Christidis Lauster Radu Architetti e Gensler. Nell’aprile 1999 fonda Architecture for Humanity insieme a Kate Stohr, con cui nel 2006 pubblica un compendio sulla progettazione socialmente consapevole, dal titolo “Design Like You Give A Damn: risposte architettoniche alle crisi umanitarie” (Metropolis Libri). Attualmente stanno lavorando ad un secondo volume, che dovrebbe uscire entro la fine del corrente anno.
 
Sinclair, oltre a diversi incarichi come visiting professor in importanti università, ha partecipato a diverse conferenze internazionali, tra cui il World Economic Forum 2010, e altri eventi sullo sviluppo sostenibile e la ricostruzione post disastro. Insieme con la co-fondatrice Kate Stohr, è stato insignito del Wired Magazine Award 2006 Rave di Architettura per il lavoro svolto al fine di rispondere alle esigenze abitative a seguito dell’uragano Katrina. Sinclair e Stohr hanno inoltre lanciato l’Open Architecture Network, la prima comunità del mondo “open source” dedicata al miglioramento delle condizioni di vita attraverso il design innovativo e sostenibile.

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